Salute Sette Maglie 

DigniCap, presso la ASL Lecce a disposizione il casco refrigerante che riduce l’alopecia causata dalle cure chemioterapiche.

È stato attivato presso dell'U.O.C. di Oncologia Medica di Lecce il casco refrigerante DigniCap. In Italia sono soltanto 81 caschi a disposizione delle strutture ospedaliere e questo rende ancora più importante il gesto compiuto da tanti cittadini che si sono immediatamente messi a disposizione con generosità per realizzare il ‘sogno di Paolo’ che è diventato presto il sogno di tutta l’associazione Io Non Mollo e che da oggi regalerà un po’ di serenità in più a chi è costretto a combattere contro il cancro. DigniCap è, infatti, un casco refrigerante di ultima generazione che riduce l’alopecia causata dalle cure chemioterapiche. A volere a tutti costi questa donazione, Paolo Perrotta, già presidente dell’Associazione Io Non Mollo che ha ispirato e continua ad ispirare dal cielo le azioni dei soci e dell’attuale presidente, Paola Masciullo. Il progetto ha ricevuto il plauso anche dell’Assessore Regionale alla Sanità, dott. Pier Luigi Lopalco. Una gara di generosità a cui hanno partecipato anche la Pro Loco di Maglie e la Podistica Magliese che hanno raccolto i fondi durante la manifestazione ‘Corri in rosa’. Tantissimi, poi, gli ‘Amici di Paolo’ che con affetto hanno sostenuto e continuano a sostenere le iniziative dell'associazione oltre ad aziende locali e a privati cittadini, segno tangibile del grande cuore dei salentini e non solo.

Il Direttore Generale di ASL Lecce, dr. Rodolfo Rollo, ha sottolineato in una dichiarazione l’importanza di questa donazione, ringraziando le tre associazioni che si sono mobilitate per questo obiettivo comune. "Grazie, a nome di tutta l'Azienda sanitaria, alle Associazioni che si sono impegnate con generosità nella raccolta fondi – le parole del dottore Rollo da cui proviene questa preziosa donazione. Il primo ringraziamento va a chi non c'è più, a chi ha letto i bisogni di questi pazienti con altissima fragilità e ha trasformato questa sensibilità in un progetto che ha saputo coinvolgere, con generosità, tante altre persone. Il pensiero che questi dispositivi possano lenire le sofferenze delle nostre pazienti oncologiche, mi inorgoglisce e mi emoziona perché umanizzare le cure, contribuire a non modificare l’aspetto e gli stili di vita dei pazienti, intervenire sui risvolti psicologici delle cure, rappresenta un importante passo di civiltà nella definizione dei percorsi terapeutici. Su questo solco, ricorrendo ai supporti tecnologici di ultima generazione, intendiamo continuare a intervenire con determinazione".

“Si chiama ‘DigniCap’ e, come dice la parola stessa, dona dignità alle donne alle prese con i problemi derivanti dalla chemioterapia – ha sottolineato la dott.ssa Silvana Leo, Direttore dell'U.O.C. di Oncologia Medica di Lecce - La perdita dei capelli ricorda ogni giorno di essere malati e DigniCap sarà un aiuto psicologico importante. I trattamenti non devono guarire la malattia dimenticando la persona, ma metterla al centro e oggi facciamo un altro passo in avanti nell’umanizzazione delle cure. Ringrazio quindi tutti coloro che hanno contribuito e che sostengono la mission dell'Associazione Io Non Mollo, ringrazio le altre associazioni e ringrazio inoltre tutto il personale dell'Oncologia di Lecce e la Breast Unit che quotidianamente supportano le nostre pazienti.”

Casco refrigerante DigniCap, cos’è. L’apparecchiatura DigniCap è un sistema collegato a due speciali cuffie in silicone che con un costante raffreddamento del cuoio capelluto consente di ridurre sensibilmente la caduta dei capelli nelle pazienti che si sottopongono alla chemioterapia. È un sistema di raffreddamento che protegge le cellule dei bulbi piliferi del cuoio capelluto dai danni da farmaci, riducendo la caduta dei capelli. Il freddo diminuisce la perfusione del sangue e il metabolismo, si bloccano alcuni processi biochimici e i capelli soffrono meno i danni collaterali dei farmaci. Il protocollo prevede la selezione di tutte le pazienti di età compresa tra 18 e 60 anni con diagnosi di tumore mammario. Indubbiamente un ulteriore passo in avanti nell’umanizzazione della lotta ai tumori.


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